La gente crede di sapere
quello che vuole ma in genere non lo sa .Certe volte però se è fortunata lo
ottiene comunque. Io sono sempre stato fortunato :Fin dalla nascita .Altrimenti
non sarei qui. Di guai ne ho avuti parecchi .ma il giorno che l’ho vista uscire
dall’emporio di Kerre e attraversare la strada
e lei mi è passata accanto e mi sono toccato il cappello per salutarla e
in cambio ho ricevuto solo un mezzo sorriso ,è stato il giorno più fortunato di
tutti.
La gente si lamenta sempre
delle cose brutte che gli capitano senza che se le sia meritate ma non parla
mai delle cose belle. Di cosa ha fatto per meritarle .Io non ricordo di avere mai dato a nostro Signore motivi
particolari per sorridermi .Però lui mi ha sorriso.
Cormac McCarthy “Non è un
paese per vecchi”
Questa nuova categoria nasce per rispondere alla provocazione della bellezza della vita
Una trama così perfetta che non può essere frutto del caso ma di Qualcuno che mi ama e per questo mi ha voluto fare un regalo
p.s.
Per chi non avesse mai avuto la fortuna di ascoltare un assiuolo
http://www.youtube.com/watch?v=aLdgaF7F_E0&feature=player_detailpage
di seguito la poesia di Pascoli
Dov’era la luna? ché il cielo
notava in un’alba di perla,
ed ergersi il mandorlo e il melo
parevano a meglio vederla.
Venivano soffi di lampi
da un nero di nubi laggiù;
veniva una voce dai campi:
chiù...
notava in un’alba di perla,
ed ergersi il mandorlo e il melo
parevano a meglio vederla.
Venivano soffi di lampi
da un nero di nubi laggiù;
veniva una voce dai campi:
chiù...
Le stelle lucevano rare
tra mezzo alla nebbia di latte:
sentivo il cullare del mare,
sentivo un fru fru tra le fratte;
sentivo nel cuore un sussulto,
com’eco d’un grido che fu.
Sonava lontano il singulto:
chiù...
tra mezzo alla nebbia di latte:
sentivo il cullare del mare,
sentivo un fru fru tra le fratte;
sentivo nel cuore un sussulto,
com’eco d’un grido che fu.
Sonava lontano il singulto:
chiù...
Su tutte le lucide vette
tremava un sospiro di vento:
squassavano le cavallette
finissimi sistri d’argento
(tintinni a invisibili porte
che forse non s’aprono più?...);
e c’era quel pianto di morte...
chiù...
tremava un sospiro di vento:
squassavano le cavallette
finissimi sistri d’argento
(tintinni a invisibili porte
che forse non s’aprono più?...);
e c’era quel pianto di morte...
chiù...